Maturità, ok governo al decreto. Bocciatura per chi rifiuta di sostenere esame. Commissari da 7 a 5, orale su 4 materie scelte a gennaio.
Il Consiglio dei ministri ha approvato, dopo una riunione durata oltre 2 ore, il decreto-legge che introduce misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, garantendo al contempo il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Con il nuovo decreto approvato dal Governo, l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione torna ufficialmente a chiamarsi “esame di maturità”.
La modifica, inserita all’articolo 1 del provvedimento, la cui bozza è stata visionata da Orizzonte Scuola, non è solo terminologica ma ridefinisce le finalità della prova: il momento conclusivo della scuola secondaria di secondo grado è descritto come la verifica delle conoscenze, abilità e competenze acquisite in ciascun indirizzo di studio, con particolare attenzione alla maturazione personale, all’autonomia e alla responsabilità degli studenti.
L’esame assume anche una funzione orientativa, utile a sostenere scelte consapevoli in merito al proseguimento degli studi universitari oppure all’ingresso nel mondo del lavoro. Rilevanza viene attribuita al contributo delle attività di formazione scuola-lavoro, allo sviluppo delle competenze digitali e all’insegnamento dell’educazione civica, che entrano a pieno titolo nella valutazione finale.
Il decreto ridisegna la struttura delle commissioni d’esame, che saranno costituite da un presidente esterno, due commissari esterni e quattro interni (due per ciascuna delle due classi abbinate). Viene introdotto il principio secondo cui l’esame risulta validamente sostenuto solo se lo studente affronta tutte le prove previste: la prima, la seconda e, per alcuni indirizzi, una eventuale terza prova scritta. Restano confermati il colloquio orale e il riferimento al curriculum dello studente, mentre ogni anno un decreto del Ministro stabilirà le discipline della seconda prova e le quattro materie su cui verterà il colloquio.
La commissione è chiamata a valutare in modo integrato le conoscenze e la capacità critica del candidato, considerando anche l’impegno dimostrato nel percorso scolastico e nelle attività meritevoli svolte al di fuori delle aule. È previsto, inoltre, un bonus fino a tre punti aggiuntivi per chi ottiene almeno 97 centesimi.
Particolare attenzione viene riservata ai risultati Invalsi: il decreto modifica il curriculum dello studente, specificando che i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove nazionali saranno indicati in forma descrittiva in una sezione specifica, solo al termine dell’esame di maturità. L’obiettivo è chiarire la funzione principalmente orientativa di queste prove.
Fonte: Orizzonte Scuola
