Maturità 2023, conto alla rovescia per le materie: sarà greco-latino e mate-fisica?
Una o due materie?
Conto alla rovescia per le materie della Maturità 2023: come preannunciato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, quest’anno si torna alla normalità pre Covid, cioè all’esame di Stato riformato dalla Buona Scuola renziana che prevede due prove scritte (tema e prova d’indirizzo) a carattere nazionale e un colloquio orale. Tornano anche le commissioni miste (tre commissari interni e tre esterni più il presidente anch’egli esterno). Il ministero ha tempo fino a fine gennaio per emanare il decreto con cui scioglierà le sue riserve e indicherà le materie della seconda prova, la più temuta dai maturandi. Il borsino degli studenti dà come molto probabile il ritorno delle prove«miste», come era già successo nel 2019, ovvero la prima e unica volta che gli studenti hanno affrontato il nuovo esame. E quindi: problema di matematica e fisica allo scientifico e versione dal greco da confrontare con autore latino già tradotto al classico (nel 2019 era stato il contrario – versione di latino e confronto con autore greco già tradotto, ma da anni ormai vige l’alternanza perfetta fra le due materie d’indirizzo e l’anno scorso la versione è stata di latino). In attesa di sapere le materie, rivediamo tutte le indicazioni relative alla Maturità 2023 che il ministero ha già fornito con una nota a firma del capo dipartimento Stefano Versari inviata alle scuole il 30 dicembre scorso.
Venti per tre più quaranta fa cento
Crediti: la prova d’esame in quanto tale torna a pesare per il 60 per cento sul risultato finale. Fatto 100 il punteggio massimo, le due prove scritte e quella orale valgono 20 punti ciascuna, mentre dal triennio i maturandi si portano dietro un tesoretto pari al massimo a 60 credit accumulati (equivalenti a una media di voti in pagella fra il 9 e il 10).
Alternanza scuola-lavoro rivista e corretta
Quest’anno il ministro Valditara ha fatto sapere che in considerazione delle difficoltà riscontrate durante l’emergenza sanitaria è assai probabile che si decida di far saltare il requisito del monte orario minimo di alternanza scuola-lavoro previsto dalla legge, pari a 90 ore per i licei, 150 per gli istituti tecnici e 210 per i professionali. Una concessione tanto più auspicabile vista l’intenzione annunciata da Valditara di rimettere mano alla normativa sui cosiddetti PCTO (percorsi trasversali per l’orientamento: il nuovo nome dato all’alternanza scuola-lavoro) dopo i tragici incidenti che hanno causato la morte di alcuni studenti impegnati in stage in azienda.
Invalsi obbligatorio, ma non fa media
Come già l’anno scorso, restano invece obbligatori i test Invalsi di italiano matematica e inglese i cui risultati però non pesano sul voto finale di Maturità.
Niente tema di storia, ma la storia c’è e ci sarà
Il tema si articolerà come già l’anno scorso in tre tipologie: tema di letteratura (due tracce), tema argomentativo (tre tracce) e tema di attualità (tre tracce). I due temi di letteratura verteranno su brani di prosa o poesia del periodo dall’Unità d’Italia a oggi. La nota di dicembre ricorda che le sette tracce potranno fare riferimento agli «ambiti artistico, letterario, filosofico, storico, scientifico, tecnologico, economico e sociale». In particolare, da quando la commissione presieduta dal linguista Luca Serianni ha cancellato il tema di storia con relativo strascico di polemiche, la storia è diventata un argomento trasversale a più tracce.
Grecolatino e matefisica?
La seconda prova, ribadisce la nota, avrà per oggetto «una o più» discipline caratterizzanti il corso di studio. Finora la prova mista c’è stata una sola volta nel 2019 e poi basta causa Covid. Quest’anno il ministero potrebbe scegliere di replicare, anche nell’ottica di un ritorno pieno alla normalità. In quel caso gli studenti dello Scientifico dovranno risolvere un problema e dei quesiti sia di matematica che fisica mentre al classico, visto che l’anno scorso c’era una versione di latino, toccherebbe la versione di greco eventualmente da confrontare con un testo latino già tradotto.
Il colloquio con «valenza orientativa»
Il colloquio, dopo l’infelice esperimento delle buste tipo quiz tv volute dall’ex ministro Bussetti, dal 2020 in poi si articola più o meno sempre allo stesso modo. La commissione propone al candidato di analizzare un testo o una foto, un quadro, un grafico o una tabella: scopo di questi materiali scelti dai commissari in base al programma svolto durante l’anno è verificare la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale. In base alla legislazione vigente il candidato deve anche esporre con una breve relazione o un elaborato multimediale l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi. Quest’anno il ministero vuole dare particolare rilievo alla «valenza orientativa» – così è scritto nella nota di fine anno – del colloquio. A questo scopo la commissione terrà conto delle informazioni contenute nel nuovo Curriculum dello studente (un documento molto contestato perché dà conto anche delle esperienze extra scolastiche fatte dagli studenti che – osservano i più critici – dipendono anche dalle disponibilità economiche delle famiglie) e chiederà allo studente di evidenziare il significato delle attività svolte in alternanza, sempre «in chiave orientativa».
FONTE: CORRIERE DELLA SERA
