Safer Internet Day, le dieci regole del Cnr per non cadere in Rete
Il 7 febbraio 2023 ricorrono i 20 anni del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete promossa dalla Commissione Europea e celebrata in contemporanea in oltre 100 nazioni. Ecco il decalogo per la sicurezza online dedicato alle studentesse e agli studenti
Primo: scegli con cura (la password)
Non siate pigri o sciatti quando vi viene richiesta una password per l’accesso ad un’area (la vostra) riservata. Una ricerca di NordPass lo scorso anno ha rilevato le password più diffuse, e dunque meno sicure, in Italia. Eccole: 123456;12345678; password; ciao, juventus e napoli. Per decifrarle un hacker ci mette un secondo.
Questa è la prima regola del decalogo per imparare a navigare sicuri e consapevoli su Internet e sui social. È contenuto nel Manifesto «Ma siamo sicuri? A scuola di cybersecurity», promosso dalla Ludoteca del Registro.it e dal suo team di ricercatori del Cnr per aiutare studentesse e studenti ad acquisire una maggiore consapevolezza nell’uso della Rete. Il decalogo viene presentato in occasione dei 20 anni del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete promossa dalla Commissione Europea e celebrata in contemporanea in oltre 100 nazioni. Di seguito, le altre regole d’oro.
Custodisci gelosamente (password e codici di accesso)
La password o altri codici di accesso ai siti o ai social non vanno condivisi con nessuno. Attenzione anche al luogo in cui li conservate: un bigliettino nel portafoglio o nell’agenda non è una buona idea.
Pensa prima, condividi poi
Prenditi il tuo tempo: prima di rilanciare un contenuto, di mettere un like, di pubblicare un selfie o un video, rifletti bene e fatti questa domanda: ne vale davvero la pena?
Fai attenzione
La Rete ha una memoria indelebile e qualunque cosa pubblichiamo può essere ritrovata anche dopo molto tempo. La rimozione dei contenuti è praticamente impossibile perché anche se viene rimosso un post o una pagina web, non è detto che non possa riapparire, ripubblicata da qualcuno che l’aveva scaricata e conservata.
Usa la testa, non la pancia
Le parole hanno un peso. Non rispondere in modo impulsivo: parla, scrivi, chatta ma con consapevolezza. E’ importante riflettere sull’effetto che può avere su chi legge quello che stiamo per pubblicare.
Non cadere nella rete
Internet è una giungla dove non sempre è facile distinguere le notizie dalle bufale. Come orientarsi? Un suggerimento utile è quello di diffidare sempre dei testi pieni di errori grammaticali e degli «scoop» (in realtà delle «fake news» fabbricate a tavolino) presentati con titoli acchiappaclic. Diffidate anche quando a rilanciare queste notizie sono i profili di vostri amici e conoscenti: potrebbero anche loro essere stati presi all’amo senza accorgersene. Un buon metodo per selezionare le fonti? Fidarsi solo di chi nel tempo si è dimostrato affidabile.
Aiuta chi è più in difficoltà a comprendere social e Rete.
Una volta che hai capito come fare, diventa anche tu un «influencer» delle buone pratiche e spiega a tua mamma o a tuo papà, ai tuoi nonni e agli amici le opportunità di Internet, ma anche i rischi connessi. Si parla spesso di gap digitale fra generazioni: se ritenete di saperne di più dei vostri genitori o nonni, metteteli in guardia. Idem con i vostri amici più ingenui di voi che potrebbero essere vittime inconsapevoli di cyber bullismo, sexting, stalking o revenge porn.
Non fidarti!
Diffidate sempre di chi vi chiede di fornire informazioni personali, dati finanziari, password e codici di accesso: anche se si presenta con una persona a voi nota o come la vostra banca. E’ proprio così che vengono messe a segno le truffe cibernetiche, che possono avvenire via email (il cosiddetto «phishing»), via messaggio («smishing») o tramite telefono («vishing»). Controllare bene l’indirizzo del mittente di una email è una buona tecnica di difesa e anche passare il mouse o il dito sul link al quale ci suggeriscono di collegarci può rivelare il vero indirizzo di destinazione che possiamo riconoscere come falso. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Alza la mano, mai le mani!
Chiedi aiuto a chi ne sa più di te se pensi di trovarti in una situazione di rischio a causa delle interazioni in rete. Nei casi più complicati, quando ci si trova di fronte a veri e propri reati (cyberbullismo, pedopornografia, revenge porn, stalking), è bene rivolgersi alla polizia postale: vai su Commissariatodips.it e mettiti in contatto con gli operatori. Reagire direttamente, online o anche di persona, non è sempre una buona idea anche perché non sempre sappiamo chi sta veramente interagendo con noi.
Tieniti aggiornato sui rischi che si corrono quando si naviga
In Rete tutto corre veloce, anche le tecniche di attacco e i tipi di truffe. Per stare al passo, bisogna tenersi aggiornati e tenere aggiornati i dispositivi, perché spesso gli aggiornamenti contengono delle correzioni al codice («patch») che permettono di superare alcune vulnerabilità.
FONTE: CORRIERE DELLA SERA
