Scuola più lunga = studenti migliori? Una ricerca internazionale svela quando funziona davvero l’orario prolungato e quali studenti ne beneficiano di più
L’estensione dell’orario scolastico rappresenta una delle strategie educative più dibattute degli ultimi anni, con effetti che variano significativamente in base alle modalità di implementazione e alle caratteristiche degli studenti coinvolti.
Un’analisi condotta dall’Education Policy Institute ha esaminato l’impatto del tempo aggiuntivo a scuola sui risultati accademici, rivelando un quadro complesso ma incoraggiante per il futuro delle politiche educative.
Effetti differenziati sui risultati di apprendimento
Le ricerche internazionali dimostrano che l’aggiunta di tempo scolastico produce benefici più marcati per gli studenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. Il fenomeno si spiega con le maggiori difficoltà che questi alunni incontrano nell’accesso a risorse educative domestiche per il supporto allo studio. Gli studi condotti in diversi paesi evidenziano come un’ora aggiuntiva di istruzione settimanale sia associata a miglioramenti compresi tra 0,014 e 0,066 deviazioni standard nei punteggi dei test.
La matematica emerge come la disciplina che risponde meglio all’incremento delle ore di lezione rispetto alle materie linguistiche. Le competenze matematiche, infatti, appaiono più responsive alla pratica e all’esercizio sistematico, diversamente dalle abilità di lettura e comprensione che si sviluppano attraverso meccanismi più complessi. Durante la pandemia, le perdite di apprendimento in matematica sono state superiori rispetto a quelle registrate nelle discipline linguistiche, confermando questa tendenza.
Gli effetti dell’età rappresentano un altro fattore cruciale: i programmi di tutoraggio e supporto risultano più efficaci quando implementati nei primi anni scolastici. Negli studenti di prima elementare, l’impatto può raggiungere 0,42 deviazioni standard, mentre per quelli delle classi superiori l’effetto si riduce significativamente fino ad azzerarsi negli studenti delle scuole secondarie superiori.
Strategie efficaci per l’implementazione
L’analisi rivela cinque elementi fondamentali per il successo dei programmi di estensione scolastica. In primo luogo, l’estensione delle ore curriculari tradizionali produce effetti modesti, particolarmente quando applicata marginalmente. Anche aumenti sostanziali del tempo di istruzione, come quello di cinque ore settimanali sperimentato nei Paesi Bassi, non hanno mostrato impatti significativi sui risultati in matematica e linguistici.
I programmi post-scolastici obbligatori si dimostrano più efficaci rispetto a quelli facoltativi. La motivazione degli studenti a partecipare volontariamente mentre i compagni godono del tempo libero rappresenta spesso un ostacolo insormontabile per l’efficacia di questi interventi. L’integrazione delle attività aggiuntive nella giornata scolastica regolare garantisce risultati superiori rispetto ai programmi weekend o estivi.
Il ruolo degli insegnanti si conferma determinante: i programmi condotti dagli stessi docenti che seguono le classi regolari producono risultati significativamente migliori. Questo vantaggio deriva non solo dalla familiarità con il curriculum, ma anche dai rapporti consolidati tra studenti e insegnanti. Il tutoraggio individuale o in piccoli gruppi rappresenta la strategia più efficace, con effetti che possono raggiungere 0,5 deviazioni standard, ma comporta costi elevati che ne limitano l’applicabilità su larga scala.
Benefici oltre l’apprendimento accademico
Le attività extracurriculari non accademiche, pur non mostrando impatti diretti sui voti, contribuiscono positivamente al benessere complessivo degli studenti. La partecipazione a club sportivi aumenta del 42% le probabilità di essere occupati o in formazione all’età di 21-22 anni, mentre i club artistici incrementano del 56% le possibilità di accesso all’istruzione superiore. Questi programmi sviluppano competenze socio-emotive e relazioni che si rivelano preziose nel lungo termine.
L’implementazione di mense scolastiche gratuite prima dell’inizio delle lezioni ha mostrato risultati promettenti, con due mesi di progresso aggiuntivo per gli studenti più piccoli e miglioramenti significativi nel comportamento percepito dagli insegnanti. Questi programmi generano anche effetti positivi indiretti, creando un ambiente di apprendimento meno disturbato per tutti gli studenti.
L’estensione dell’orario scolastico, seppur con effetti generalmente modesti, si conferma una strategia valida quando implementata correttamente. La chiave del successo risiede nell’integrazione obbligatoria nella giornata scolastica, nell’utilizzo di personale qualificato e nella coerenza tra contenuti aggiuntivi e curriculum regolare, con particolare attenzione alle esigenze degli studenti più svantaggiati.
Fonte: Orizzonte Scuola
