Colosseo, Milan Ingegneria si aggiudica il bando per ricostruire l’arena

 

Il progetto aiuterà la conservazione delle strutture archeologiche sottostanti recuperando la funzione originale di macchina scenica dell’Anfiteatro Flavio. Milan Ingegneria si è aggiudicato il bando di gara lanciato da Invitalia per la ricostruzione dell’arena del Colosseo. La sfida più ambiziosa e contestata del ministro della Cultura Dario Franceschini prende forma che nel 2023 dovrebbe essere pronta. Lo ha annunciato oggi: “è un progetto ambizioso che aiuterà la conservazione e la tutela delle strutture archeologiche recuperando l’immagine originale del Colosseo e restituendogli anche la sua natura di complessa macchina scenica”.

Il bando

La struttura, sottolineano i progettisti dello studio veneziano-milanese, sarà “estremamente leggera, high-tech e sostenibile”, oltreché “completamente reversibile”. Un pavimento in legno dall’anima super tecnologica e green, con un sistema di pannelli dall’anima in fibra di carbonio che, muovendosi e ruotando come una sorta di super sofisticato brie soleil, garantiranno sia la vista dei sotterranei sia la loro ventilazione. “Una struttura estremamente leggera e completamente reversibile” assicurano i progettisti. La società ha vinto, in gruppo con altri specialisti, il bando di gara per un valore dell’appalto di 1 milione di euro, lanciato da Invitalia per la realizzazione dell’intervento, inserito tra i Grandi Progetti Beni Culturali dal 2015 e finanziato con 18,5 milioni di euro.Dal 2 novembre 2014 quando Franceschini rilancia l’idea dell’archeologo Daniele Manacorda di restituire al Colosseo la sua arena sino al 2020 si sono svolti numerosi studi e indagini per definire le modalità di realizzazione dell’intervento. “Un progetto ambizioso che aiuterà la conservazione e la tutela delle strutture archeologiche recuperando l’immagine originale del Colosseo e restituendogli anche la sua natura di complessa macchina scenica” assicura il ministro. “I sotterranei del Colosseo devono essere visti da sotto, dai visitatori. Privarli di questo non ha significato e ora sarà possibile. Il Colosseo è il simbolo dell’Italia nel mondo e va visto dal centro. Tutti questi interventi aumenteranno la sua maestosità. E sarà possibile anche fare eventi culturali di grandissimo livello, non trasformando ovviamente l’arena in un luogo di spettacolo” ha spiegato Franceschini, nella conferenza stampa su Zoom ‘Arena del Colosseo’. “Ciò non toglie – ha aggiunto – che eventi di portata internazionale rispettosi della tutela dell’Anfiteatro Flavio, si potranno fare. Il 29 luglio prossimo, infatti, organizzeremo il G20 della cultura al Colosseo. Un qualcosa che ha già fatto discutere ma che rappresenta una grande opportunità. Questi interventi di grande valore sul monumento coniugano sostenibilità e tutela all’innovazione tecnologica”. “La nuova arena potrebbe essere realizzata già nei primi mesi del 2022 – ha detto Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo – restituiremo al pubblico la stessa visione che si aveva del monumento in antichità”.

La commissione

Il bando, pubblicato il 22 dicembre 2020 con scadenza 1 febbraio 2021, si è concluso con la selezione da parte della commissione sorteggiata da Invitalia e composta da Salvatore Acampora, Alessandro Viscogliosi, Stefano Pampanin, Michel Gras e Giuseppe Scarpelli. Alla base del progetto, che è stato redatto insieme all’architetto Fabio Fumagalli di Labicse ad altri, c’è l’idea di mettere insieme le ragioni della tutela con il recupero dell’immagine originaria del monumento e quella del suo funzionamento come complessa macchina scenica.

Ma non tutti concordano

E già si alzano le voci di dissenso, la solita dello storico dell’arte Tomaso Montanari: “Ottime professionalità messe al sevizio di un pessimo progetto” è lapidario. “Demagogico, populista, antistorico- sostiene Montanari -. Perché ignora che i monumenti sono cose vive, da conoscere e amare in sé e non location per intrattenimento a pagamento. Una politica in cerca di facili consensi lascia andare in malora il patrimonio diffuso e si accanisce sui feticci”. L’archeologo Giuliano Volpe, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, nel 2014 quando fu lanciata l’idea da Manacorda, che la illustrò a Franceschini, allora al suo primo mandato, riconosce al ministro Franceschini “di aver dimostrato coraggio lungimirante e determinazione nel portare avanti il progetto”. Un’idea che ha scatenato molte critiche e polemiche e “alcune delle quali anche legittime e condivisibili”, dice, sottolineando che le soluzioni adottate dal progetto vincitore “sembrano molto raffinate e innovative, anche sotto il profilo tecnologico, oltre che esteticamente gradevoli, prive di impatto, a conferma della notevole capacità progettuale italiana nel campo del patrimonio culturale”. Lo studioso in questi anni si è dichiarato contrario all’intervento e lancia un appello per il futuro utilizzo del monumento una volta ripristinato il piano dell’arena: “Il mio auspicio – spiega – è che più che un’arena si realizzi una piazza un po’ com’era nel Medioevo, quando la platea communis era viva e vitale. Spero, cioè, che questa nuova configurazione del Colosseo non sia funzionale solo al turismo di massa ma, soprattutto, al riavvicinamento dei cittadini, dei romani, immaginandolo come un nuovo spazio urbano di produzione e fruizione culturale”.

FONTE: ILSOLE24ORE