Maturità 2022: tema e orale (più tesi) Renzi a Bianchi: non decidi solo tu

Scontro sulle prove di giugno. Entro gennaio la decisione del ministro dell’Istruzione. Toccafondi: non è una lotteria

Mentre l’aumento dei casi di Covid rischia di complicare la ripresa della scuola a gennaio, scoppia un caso politico sul prossimo esame di Maturità. Il fatto che nella legge di Bilancio, come era successo lo scorso dicembre, sia contenuta una delega al ministro dell’Istruzione perché possa con «una o più ordinanze» modificare le prove della Maturità e dell’esame di terza media ha fatto storcere il naso ai parlamentari della maggioranza che hanno chiesto di poter esser informati (in commissione parlamentare) e ha fatto sbottare il leader di Italia Viva Matteo Renzi:«Spero che si abbandoni l’idea di intervenire sull’esame di Maturità: ragazzi e professori hanno bisogno di certezze, non si può cambiare idea sull’esame a gennaio per il giugno successivo». L’anno scorso le modifiche – causa il Covid ma anche la crisi di governo – erano state comunicate anche più tardi. Ora il ministro Patrizio Bianchi ha promesso di dare le sue indicazioni entro la fine di gennaio.Vorrebbe proporre una Maturità a metà strada tra quella tradizionale e quella del Covid.

La polemica

Non sono solo i centristi a voler tornare all’esame con due scritti e un orale, innovazione della riforma della Buona Scuola che aveva debuttato proprio l’anno prima del Covid. Qualche settimana fa professori, esperti e intellettuali da Cottarelli a Crepet avevano scritto a Draghi per chiedere di evitare «l’esame burletta». Una petizione che mirava a sminare l’appello su Change.org per un esame senza scritti che aveva già superato le 40 mila adesioni. «L’esame non è una lotteria: se ci sono le condizioni si faccia come stabilito dalla legge, altrimenti si faccia come lo scorso anno», chiosa Gabriele Toccafondi, Iv commissione cultura, dicendo no alla terza versione immaginata da Bianchi.

La mini tesi

Da qualche mese al ministero dell’Istruzione stanno mettendo a punto un esame ad hoc per gli studenti che dal 22 giugno dovranno affrontare la prova finale del loro percorso scolastico. Lo schema sul quale stanno lavorando comprende la prova di italiano e l’orale nella versione lunga (60 minuti), ma al posto della prova di indirizzo (la versione, il compito di matematica o di lingua) gli studenti potrebbero dover presentare una ricerca «simile ad una tesi universitaria», concordata con il professore che deve seguire il lavoro negli ultimi due mesi di scuola e discussa come una tesi di laurea in miniatura. E’ questo che il ministro Bianchi ha raccontato ai suoi interlocutori, ribadendo di voler puntare «ad un esame pieno».

Commissione interna

Da definire, se davvero questo schema reggerà, il valore delle singole prove (nello schema due scritti e un orale venivano attribuiti al massimo venti punti per ogni prova, gli altri quaranta erano destinati al curriculum degli ultimi tre anni). I professori della commissione d’esame saranno gli stessi della classe: soltanto il presidente sarà esterno. Per ora è confermato anche lo svolgimento delle prove Invalsi (dal primo al 31 marzo), requisito di ammissione che non incide sul voto.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA