Intelligenza Artificiale, come la useremo a scuola? Cosa prevede il DDL quadro: dall’alfabetizzazione alle competenze STEM, dall’inclusione all’attività fisica

Non si potranno captare le emozioni, monitorare i livelli di attenzione degli studenti, il loro grado di soddisfazione. Non si potranno, inoltre, valutare i livelli di istruzione degli allievi o monitorare i comportamenti durante gli esami al fine di evitare i fenomeni di “cheating”. Per cosa, invece, potrà essere usata l’IA nel sistema di istruzione italiano?

Dopo il regolamento UE sull’IA (AI Act), approvato dal Consiglio dell’Ue il 21 maggio, è stata presentata in Parlamento una legge quadro, per normare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, evitando l’utilizzo invasivo di questa tecnologia.

Per quanto riguarda la scuola e l’istruzione, nel testo del DDL S. 1146, vi sono contenuti specifici relativi alla scuola e all’istruzione, concentrati principalmente nell’Articolo 20.

Salute e giovani

Articolo che affronta anche le potenzialità delle nuove tecnologie ai fini di impatto sulla salute soprattutto dei giovani. Ad esempio, il DDL prevede la promozione dell’accessibilità ai sistemi di IA per il miglioramento del benessere psicofisico attraverso l’attività sportiva, con attenzione all’inclusione delle persone con disabilità:

  • monitoraggio della salute
  • allenamenti personalizzati
  • supporto motivazionale

Sono alcuni degli usi potenziali che possono impattare positivamente sulla salute dei giovani e non solo

Inclusione

Anche la questione inclusione, trova spazio nell’utilizzo della IA. Ad esempio promuovendo sistemi che migliorano le condizioni di vita delle persone con disabilità, facilitando l’accessibilità e l’autonomia. Ad esempio, i sistemi di IA possono aiutare a sviluppare protesi intelligenti, dispositivi di assistenza alla mobilità, o tecnologie di comunicazione per persone con disabilità. L’IA viene incoraggiata per supportare i processi di inclusione sociale delle persone con disabilità, attraverso tecnologie che favoriscono la partecipazione attiva nella società e nel mondo del lavoro.

Se guardiamo più strettamente al mondo della scuola, la legge prevede che l’IA sia utilizzata per rendere l’educazione più accessibile alle persone con disabilità, adattando i materiali didattici e le metodologie di insegnamento alle esigenze individuali degli studenti.

Più STEM

Nel DDL S. 1146, inoltre, l’Articolo 22 include disposizioni per potenziare lo sviluppo di competenze scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM), nonché artistiche nei curricoli scolastici. Ad esempio, ponendo attenzione alle attività di orientamento personalizzato per gli studenti. Questo per incentivare la scelta di percorsi formativi superiori in tali discipline.

Studenti plusodotati

Tra le proposte di rilievo, anche la possibilità di inserimento di attività per l’acquisizione di competenze in intelligenza artificiale (IA) nei piani didattici personalizzati (PDP) per studenti ad alto potenziale cognitivo nelle scuole secondarie di secondo grado attraverso esperienze di apprendimento presso le istituzioni della formazione superiore.

FONTE: ORIZZONTE SCUOLA