La grammatica valenziale: un metodo divertente per imparare

Può lo studio della grammatica essere divertente? Qualsiasi studente, alle prese con la memorizzazione degli oltre quaranta complementi, negherebbe con decisione. In effetti, mentre la lingua si evolve continuamente, restando viva e dinamica, la grammatica spesso appare rigida, complessa e, in altre parole, noiosa. Eppure, è importante conoscerla bene, anzi, indispensabile: permette di esprimersi correttamente e di strutturare il pensiero in modo efficace, poiché il linguaggio riflette l’attività della mente e viceversa.

La grammatica valenziale

Esiste però una grammatica completamente diversa da quella tradizionale. Una grammatica che si basa sull’intuizione e il ragionamento, anziché sullo studio mnemonico. Favorisce l’apprendimento attivo per scoperta e il lavoro di gruppo; utilizza una grafica semplice e colorata per facilitare la comprensione dei rapporti strutturali tra gli elementi che compongono la frase; ha dimostrato in diversi test di essere efficace per l’apprendimento e perfino divertente.

È la grammatica valenziale. È un modello elaborato negli anni Cinquanta dal linguista francese Lucien Tesnière, ispirandosi alla chimica. La valenza infatti è la capacità degli atomi di legarsi con altri atomi per formare le molecole. Così come gli atomi si combinano per formare le molecole, il verbo attrae gli altri elementi della frase per costruire il significato. Il verbo rappresenta il motore della frase, il centro dell’azione: come in un dramma teatrale, chiama sul palco il soggetto, il complemento oggetto e altri complementi, per dare vita (e significato) a una frase.

Le aree concentriche della frase

La struttura della frase e il modo in cui tutti gli elementi si combinano con il verbo e tra di loro, è resa evidente grazie a un’idea del linguista italiano Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca. Sabatini ha inventato i grafici radiali nei quali la frase è una sorta di cellula, organizzata in tre aree concentriche. Nel nucleo naturalmente sta il verbo con gli elementi a lui direttamente collegati, che nella grammatica valenziale si chiamano argomenti. Muovendoci dal nucleo verso la periferia della cellula troviamo la zona dei circostanti, che contiene quegli elementi aggiuntivi al nucleo che danno informazioni sul verbo o sui singoli argomenti. E infine la zona delle espansioni, dove troviamo elementi che danno informazioni sull’intera frase.

grammatica valenziale

Facciamo un esempio, utilizzato da Loredana Camizzi in un recento laboratorio di grammatica valenziale per Mondadori Education.

Dopo scuola i bambini del quartiere vanno di corsa al parco

In questa frase, il nucleo è costituito dal verbo vanno che in questo caso è bivalente, ovvero si lega con due argomenti: i bambini e al parco. Nella zona dei circostanti troviamo del quartiere (elemento che aggiunge informazioni al soggetto) e di corsa (che aggiunge informazioni al verbo). Nella zona ancora più esterna viene collocato dopo scuola, perchè si tratta di un elemento che dà informazioni sull’intera frase.

Questa struttura concentrica chiarisce molto bene anche l’importanza dei singoli elementi della frase. Quello che proprio non può mai mancare è naturalmente il verbo, che in alcuni casi fa da solo, senza l’aiuto di nessun altro (piove è già una frase di senso compiuto).

Molto importanti sono poi gli altri elementi del nucleo, senza i quali la frase non starebbe in piedi (nel nostro esempio, vanno non potrebbe costituire da solo una frase, necessita almeno di specificare chi compie l’azione e dove va). I circostanti invece e gli elementi più esterni sono accessori, possono esserci oppure no (nel nostro esempio, la frase I bambini vanno al parco è di senso compiuto senza ulteriori aggiunte).

Questo modello, molto intuitivo, può essere utilizzato a scuola a partire dalla primaria e in ogni ordine e grado. Se abbinato all’apprendimento attivo per scoperta risulta estremamente coinvolgente per l’alunni che si trova in sostanza a comporre e scomporre un puzzle linguistico utilizzando la logica del ragionamento. Nessuno vieta di dare concretezza al puzzle, giocando con le tessere magnetiche o con materiali poveri per sfruttare le potenzialità didattiche della manipolazione, oppure con le tecnologie.

Si può perfino utilizzare il corpo e la teatralizzazione. La grammatica valenziale si presta bene a un lavoro di gruppo, perchè la discussione e il confronto sono assolutamente ammessi, così come è ammesso l’errore che è anch’esso frutto di un ragionamento, che va analizzato e compreso. Oltretutto, è un metodo inclusivo, perchè permette di smontare e rimontare qualsiasi lingua, anche quelle degli alunni stranieri.

La grammatica valenziale è efficace

La grammatica valenziale è stata “messa alla prova” in diverse ricerche sul campo, dimostrando la sua efficacia. Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) ha attivato, a partire dal 2016, un osservatorio permanente sul modello e sulla sua mediazione didattica. Nel biennio 2016-2018 è stata condotta una sperimentazione con una rete di 5 scuole (quattro istituti comprensivi e un istituto tecnico professionale) coinvolgendo 22 docenti e circa 400 studenti dalla primaria al biennio della scuola secondaria di II grado per ogni anno. La sperimentazione “ha mostrato -si legge nel report di Indire- come l’introduzione del modello della grammatica valenziale abbia inciso sulla motivazione e sull’interesse per la materia e potenzialmente sugli apprendimenti degli alunni”.

I principali risultati, secondo l’Indire, sono l’immediatezza e la facilità da parte degli studenti di accogliere l’approccio che risulta più “logico” rispetto a quello tradizionale; il superamento della distinzione tra morfologia e sintassi; l’efficacia della rappresentazione in schemi grafici della struttura della frase, che oltre che motivante come testimoniato dagli allievi, è risultata utile ad eliminare incertezze e correggere errori.

La grammatica valenziale ha mostrato efficacia sullo sviluppo sia di altre competenze dell’italiano (lettura e scrittura) sia di competenze trasversali (argomentazione, spirito critico e problem solving). Ha portato inoltre a una modifica anche delle metodologie di insegnamento, verso un approccio più attivo e laboratoriale perchè la lezione frontale è divenuta sempre più dialogata e partecipata e si è introdotto il lavoro di gruppo anche nella grammatica. Il miglioramento degli apprendimenti è stato registrato in particolare negli alunni con risultati di partenza medio bassi.

Simili risultati ha ottenuto la successiva e più ampia sperimentazione condotta nel 2020/21 in 13 scuole della regione Sicilia. In questo caso è emerso in particolare il potenziale inclusivo della grammatica valenziale e la sua efficacia con alunni con difficoltà di vario tipo (difficoltà cognitive, alunni di madrelingua diversa dall’italiano). Nell’anno scolastico 2023/24 è stato realizzato da Indire in collaborazione con la Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia uno studio randomizzato controllato.

La sperimentazione con gruppo di controllo è stata realizzata in verticale nei diversi ordini di scuola (primaria, secondaria di I e II grado) attraverso la collaborazione con tre istituti scolastici. Lo scopo è quello di confermare quanto già emerso nelle ricerche precedenti e di fornire una base scientifica per favorire l’introduzione sistematica della grammatica valenziale nella scuola e i risultati saranno pubblicati a breve.

FONTE: Orizzonte Scuola